Dermatologia e Terapia termale

Il termalismo (termine sul quale si discute poiché per molti autori è impreciso ed improprio) comprende quell’ampio campo di applicazioni terapeutiche che si effettuano tramite "mezzi naturali di cura" intendendo per tali: tutti quei presidi naturali che allo stato originario o previa modesta e non determinante preparazione, si sono rivelati attraverso l’antica pratica empirica o l’esperienza scientifica moderna capaci di svolgere azioni biologiche particolari sfruttabili in terapia (1). Esistono molti sistemi di classificazione per i mezzi termali, ad es. possono essere essere classificati in solidi, liquidi, aeriformi e complessi (tab.1) e possono essere utilizzati per via interna (acque e gas) o per via esterna (sabbie, limi, fanghi, acque, grotte e stufe, irradiazione celeste, clima). In base alla metodica d’utilizzo si parla di: balneoterapia, peloidoterapia ( limi, torbe, fanghi), antroterapia, psammoterapia, idropinoterapia. Nelle patologie dermatologiche la terapia termale prevede prevalentemente l’utilizzo di mezzi per via esterna (tab.n2), anche se spesso si associa l’idropinoterapia, tra questi i più importanti sono le acque. Per molti anni il loro utilizzo si è basato solo sull’empirismo storico, negli ultimi anni invece si è assistito alla nascita di una ricerca fisiopatologica e clinica rigorosa ed obiettiva, che ha portato alla realizzazione di studi per le principali patologie (psoriasi, eczemi e vasculopatie). In base alla qualità le acque si suddividono in: solfuree, arsenicali, ferruginose, salse, salso-bromo-iodiche, carboniche, oligominerali. In particolare le acque sulfuree vedono in ambito dermatologico un vasto utilizzo poiché migliorano sensibilmente le dermatititi seborroiche e l’acne, patologie di frequente riscontro nella popolazione. Non risulta invece segnalata una particolare specificità per altre patologie dermatologiche. A tale proposito è invece importante sottolineare come un aumento dei livelli di oligominerali nell’epidermide stimoli la proliferazione e la differenziazione cellulare (effetto cheratoplastico) (2). Le acque ipertoniche hanno un’azione disinfettante e disinfestante, mentre le acque ipotoniche imbibiscono gli strati superficiali della cute favorendone la detersione ed il rinnovamento (1). In realtà il meccanismo d’azione del mezzo termale non è ancora ben definito; infatti è indubbio che esso dipenda dalle caratteristiche chimiche (contenuto di oligoelementi o di sostanze organiche) e fisiche (temperatura, pH) del mezzo, ma non conosciamo ancora con esttezza gli effetti che ogni singolo oligoelemento o la loro associazione determina sull’organismo; è poi indubbio che intervengono altri fattori che non si è ancora riusciti ad identificare. Si deve infatti puntualizzare che la stazione di cura offre il clima e l’ambiente più idoneo per un trattamento psico-somatico di distensione e di riposo, questo costituisce un fattore estremamente importante per molte patologie dermatologiche che sono influenzate, a volta addirittura causate, dal una condizione di stress dell’individuo (lichen, patomimie). I principali meccanismi d’azione riconosciuti ai vari trattamenti crenotermali sono la conseguenza degli effetti termergici, vasomotori, secretori, detergenti, disinfettanti, analgesici, immunitari e trofici che i vari mezzi possiedono sull’organismo. Psammatoterapia, peloidoterapia, antroterapia e balneoterapia comportano per azione termergica una vasodilatazione, un’iperemia con aumento della pressione intracapillare e della velocità di circolo, produzione e liberazione di sostanze vasoattive. Tutte queste terapie termergiche, ovvero apportatrici di calore, innescano una risposta generale nell’organismo tramite l’attivazione della fosfolipasi A2, attivazione che comporta una trasformazione dell’acido arachidonico e quindi un meccanismo reattivo di tipo prostaglandinico. Tale risposta si autolimita per la conseguente liberazione di cortisolo endogeno dovuto ad un meccanismo di bio-feedback (3). L’aumento della temperatura sia locale che dell’intero organismo riduce l’eccitabilità neuro-muscolare ed ha un effetto analgesico; sembra infatti che l’ipertermia soprattutto se indotta da caldo secco (stufe, sabbie) induca un aumento nel SNC dei peptidi oppioidi tipo b -endorfine, con elevata e durevole azione analgesica (4). Questi meccanismi spiegano l’azione sedativa della terapia termale in patologie quali il prurito sine materia, il prurigo, l’eczema, le neurodermiti ecc. Negli ultimi anni inoltre è stato dimostrato che i mezzi termali esplicano la loro attività provocando nell’organismo un effetto anti-infiammatorio ed immunomodulante, portando alla liberazione di alcune citochine e modulandone i recettori (5, 6, 7, 8). Proprio per questo meccanismo i bagni termali sono indicati in patologie quali psoriasi, eczema, dermatite atopica, dermatite seborroica, acne ed esiti di flebopatie. Controindicazioni al trattamento termale possono essere sia malattie sistemiche (alterazioni psichiatriche severe, alcolismo, epilessia, alterazioni del ritmo cardiaco, condizioni di immunodeficenza, condizioni di ipersensibilità ad alcuni minerali) che dermatologiche (lupus eritematoso sistemico, tumori cutanei, infezioni cutanee virali, micotiche, batteriche, vene varicose, ulcere o ferite non ancora guarite, dermatiti in fase acuta) (3). La regola di Wilder in Medicina termale indica che la crenoterapia più che correggere uno stato patologico, spinge l’organismo a ritrovare un equilibrio perduto. Molti autori hanno evidenziato che la terapia termale recupera le capacità reattive del paziente inducendo risposte equilibrate ormoniche ed enzimatiche (1). Ecco perché è importante individuare la "fase" della malattia in cui intervenire con la crenoterapia. Tutte le patologie in fase di acuzie sono da considerare di specifica pertinenza farmacologica od ospedaliera, mentre patologie in fase di stato o croniche possono beneficiare del trattamento con mezzi naturali di cura. Le terme inoltre possono essere considerate come come luoghi di prevenzione, sono infatti indicate in quadri cutanei caratterizzati da segni pre-clinici potenzialmente evolutivi ma nei quali non esiste ancora una malattia clinicamente diagnosticabile. Il paziente da inviare al trattamento termale deve quindi essere un paziente con malattia in fase non acuta e deve avere capacità di rispondere allo stimolo termale perché in caso avverso non va incontro alla risposta prostaglandinica regolata per bio-feedback dal cortisolo endogeno, bensì alla risposta leucotrienica che peggiora lo stato infiammatorio, provoca un crollo delle difese e precipita il paziente in una crisi nota come "crisi termale". In alcune patologie, ad es. eczematose si assiste quasi regolarmente ad un peggioramento transitorio delle condizioni cliniche nel terzo, quarto giorno di trattamento, tale peggioramento definito una crisi termale non deve comunque indurre ad abbandonare la terapia iniziata e si risolve rapidamente. Infine, si deve ricordare in ambito dermatologico l’importanza delle terapie termali per un’azione detergente delle superfici coperte da essudati, squame, croste e con macerazione ed eliminazione delle iperproduzioni cheratosiche (1). Le principali patologie dermatologiche che possono quindi beneficiare di un trattamento termale sono: Le dermatiti eczematose, patologie di frequente riscontro, ne sono affetti maschi e femmine in ugual misura, si caratterizzano sul piano clinico prevalentemente con vescicolazione ed essudazione nelle fasi acute, e da eritema desquamazione e lichenificazione nelle fasi croniche. Il prurito è sintomo quasi sempre associato alla malattia eczematosa sia nello stadio acuto che cronico. Negli eczemi il trattamento termale permette una riduzione dei fattori infiammatori (essudazione, prurito, iperemia) ed una ricostituzione dell'epidermide alterata (effetto cheratoplastico del trattamento termale). Negli eczemi subacuti e cronici si nota un riassorbimento più o meno rapido dell’infiltrato con contemporanea riduzione del prurito e della desquamazione. Questa azione si esplica anche negli eczemi disidrosici e da contatto. Nella dermatite da contatto la balneoterapia permette un’azione riparatrice sul mantello idrolipidico cutaneo, azione lenitiva sul prurito, modificazione della reattività cutanea. Per queste patologie si ha non solo un ruolo terapeutico della crenoterapia, ma anche un ruolo preventivo e riabilitativo, desumibile dal mantenimento dei risultati per 3-6 mesi. Queste ipotesi sono state confermate da studi caso-controllo effettuati con acque bicarbonato-calcio-magnesiache in soggetti con dermatite atopica (9). La psoriasi è un’affezione cutenea comune, geneticamente determinata, ad andamento cronico recidivante che necessita di cure continuative. Le terapie topiche con steroidi, calcipotriolo, tazarotene danno risultati incostanti, i trattamenti generali di comprovata efficacia quali fotochemioterapia, retinoidi, immunomodulatori non possono essere continuati indefinitivamente a causa degli effetti collaterali negativi. In tale ambito risultati interessanti si hanno con la balneoterapia termale. Una sperimentazione condotta con acque bicarbonato calcio-magnesiache ha evidenziato un netto miglioramento delle lesioni psoriasiche nel 68% dei casi trattati con la sola balneoterapia (10). La psoriasi più che nella balneoterapia vede come mezzo terapeutico d’elezione la balneofototerapia, bagno termale più fototerapia, . Uno studio controllato ha evidenziato che tale metodica permette di ottenere ottimi risultati nell’85% dei casi. Si deve poi ricordare quale mezzo naturale di terapia per la psoriasi la balneoterapia associata all’esposizione solare sulle rive del Mar Morto per la quale esiste una ricca bibliografia (4). Il riscontro istologico effettuato in pazienti psoriasici sottoposti a balneoterapia ha evidenziato una diminuzione dell’ipercheratosi , acantosi e papillomatosi, è ipotizzabile che ciò avvenga in quanto il trattamento termale ha un ruolo nei meccanismi immunologici e biochimici implicati nella patogenesi della psoriasi (9). La balneoterapia associata ad elioterapia sembra aver buoni effetti in una più vasta area di patologie: ittiosi, cheratosi pilari, papapsoriasi, micosi fungoide in I stadio, pitiriasi rubra pilaris, urticaria pigmentosa, necrobiosi lipoidica, scleredema circoscritto, alopecia areata, lichen granuloma anulare (4). Si definiscono "dematosi angiopatiche" un insieme di quadri patologici, di specifico interesse dermatologico che trovano il loro motivo etiopatogenetico nella comparsa di una primitiva alterazione del sistema vascolare. Queste patologie possono presentare un decorso acuto, subacuto o cronico traducibile sul piano cutaneo con edemi, discromie cutanee, dermatiti eczematose, purpuriche, lichenoidi, ipodermiti ed ulcere. La crenoterapia con idromassaggio è in queste affezioni il mezzo in grado di migliorare la patologia, ovviamente in pazienti non in fase acuta o con ulcerazioni in atto. Uno studio controllato ha evidenziato al termine di un trattamento con idromassaggio un miglioramento dei sintomi soggettivi (dolore, bruciore, pesantezza) ed oggettivi (edemi, riduzione del perimetro dell’arto). Inoltre il controllo della ossimetria (PO2) con metodica transcutanea ha evidenziato un significativo aumento di PO2 nei soggetti trattati con acqua fontis (11). L’idromassaggio con acqua termale (con eventuale aggiunta di ozono) è particolarmente indicata nel trattamento delle varici, eczemi da stasi, postumi di flebopatie di tipo cronico e panniculopatia edemato-sclerotica. Orticarie ostinate, prurigo e pruriti sono mitigati dal trattamento termale e sono descritti lunghi periodi di remissione; il prurito sine materia tipico degli anziani è sicuramente la patologia d’elezione per il trattamento termale. Negli ultimi anni la bella presenza è diventato un requisito sempre più richiesto, all’aspetto curativo della medicina termale si è unito anche l’aspetto estetico. Il binomio salute-bellezza proprio delle risorse e cure naturali in genere trova come fine naturale il trattamento di quadri più cosmetologici che patologici. In particolare è la panniculopatia edemato-sclerotica, più comunemente definita cellulite, la patologia più trattata in questo ambito. La tensione, l’insufficiente apporto di acqua, la vita sedentaria costituiscono le principali cause di cellulite. L’associazione di metodiche quali idromassaggio, linfodrenaggio, pressoterapia, mesoterapia con l’idropinoterapia e l’esercizio fisico all’aperto possono costituire un "unicum ideale" per far fronte a questa affezione. Alla base della cellulite è stato dimostrato un cronico abbassamento del flusso di scambio nutrizionale emato-tissutale che porta alla caricatura nella fibrosi della pannicolopatia edematosclerotica (PEFS) (3). Il trattamento crenocosmetico, come già precedentemente accennato, sembra in grado di stimolare la produzione di enzimi atti a ristrutturare la componente amorfa del connettivo, ossia i glicosaminoglicani (GAG). Jaluronidasi, b -glucuronidasi, N-acetil-b -glucosaminidasi sono enzimi che agiscono sui beta legami dell’acido glucuronico, componente dei GAG, cui è deputato il compito di modulare il flusso di scambio tra endotelio vasale e parenchimi. L’attivazione tramite trattamento crenocosmetico degli enzimi lisosomiali prima citati comporta la possibilità di rimodellare i tessuti con evoluzione sclerotico-fibrosa. Sulla base di questo meccanismo il trattamento termale diviene interessante non solo per la PEFS, ma anche per altri quadri patologici, quali ad es. esiti di acne grave, esiti cicatriziali e cheloidi (3). Infine è interessante ricordare come negli ultimi anni siano sorte linee cosmetologiche con prodotti per il volto e per il corpo a base di acque termali, a testimoniare come il termalismo abbia un importante ruolo non solo nel campo terapeutico, ma anche preventivo e cosmetologico.

 

TABELLA n.1

Classificazione dei mezzi naturali di cura

Solidi sabbie (psammoterapia) 

Fieni ed Alghe

Peloidi (peloidoterapia):

-inorganici (fanghi e limi)

-organici (torbe e bioglee)

-misti Liquidi

 

Acque:

- Comuni (idroterapia)

- Medicamentose (crenoterapia)

 

Aeriformi

Grotte e stufe umide

Gas ed emanazioni

Stufe e grotte secche

Complessi Clima: (climatoterapia)

 

TABELLA n.2

Mezzi crenotermali prevalentemente utilizzati in dermatologia

Sabbie > psammatoterapia

Peloidi > peloidoterapia

Acque > balneoterapia

Irradiz. Celeste > elioterapia

 

BIBLIOGRAFIA

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G. Zumiani, M. Zanoni. Valutazione dell’efficacia dell’acqua della fonte termale di Comano nella cura delle vasculopatie periferiche versus acqua di acquedotto . Atti del Convegno Terapia Dermatologica integrata e trattamenti dermocosmetologici in ambiente termale. Ischia 17-18 aprile 1999. 

 

 A cura della Dott.ssa Maria Giovanna Tucci - Specialista in Dermatologia e Venereologia


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