Il Termalismo in Italia

Premessa

La terapia termale in Italia ha una grande popolarità e una grande diffusione, grazie alle caratteristiche di un territorio particolarmente ricco di acqua e di sorgenti termali. Anche la legislazione nello specifico settore è molto sviluppata, in relazione alla tradizione storica del termalismo.

 

Legislazione Italiana

La norma base del termalismo italiano è ancora oggi l'art.36 della legge 833/78 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. La norma prevista dall'art.36 è significativa già nel titolo "Termalismo terapeutico", in quanto ne afferma il valore terapeutico sin dalla definizione. La legge è molto avanzata sul piano concettuale ed è foriera di sviluppi interessanti per le cure termali, per la programmata integrazione nel SSN, in particolare nella riabilitazione e nella prevenzione. Le previsioni però, come è noto, non si sono potute compiutamente realizzare, per le difficoltà finanziarie che hanno caratterizzato il periodo storico successivo alla legge. Tale difficoltà, oltre a non consentire per moltissimi anni l'emanazione, per esempio del Piano Sanitario Nazionale e della specifica legislazione regionale, ha anche ispirato una complessa e spesso contraddittoria legislazione statuale restrittiva: basti citare la legge 33/80 e la legge 98/82. Tuttavia gli anni '80 hanno visto una notevole crescita del settore, in virtù della proficua intesa Stato- Regioni e del sapiente uso dell'Accordo Nazionale sulle cure termali. La successiva legislazione ( le disposizioni in tema di partecipazione alla spesa, la legge 412/91 e il D.M. 12/8/I92, determinando una drastica riduzione della domanda, hanno indotto un vero e proprio stato di crisi, aggravato dall'ulteriore contenimento dalla dinamica tariffaria. Interessanti segnali positivi di ripresa, si sono verificati con l'approvazione del Piano Sanitario Nazionale 1994/1996 che, inserendo gli stabilimenti termali tra le strutture abilitate all'erogazione delle prestazioni di riabilitazione ha aperto per le terme notevoli e più qualificati spazi di attività. La proposta di legge On.le Caccavari ridefinendo in modo certamente più congruo, il ruolo delle cure termali e delle aziende termali del nostro paese nell'ambito del SSN, pongono interessanti prospettive per la ripresa del settore. Il ministro della Sanità ha costituito una Commissione di studio, per il termalismo per "la definizione medico- scientifica del ruolo delle cure termali nell'ambito delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale" (decreto Ministro Sanità 7.8.1997).

 

Il Futuro del Termalismo in Italia

Non vi è dubbio che la "medicina termale" ha ricevuto in questi ultimi anni una visione critica da parte della classe medica e anche da parte delle autorità politiche e di governo della Sanità. Secondo una recente inchiesta del "Censis", circa l'opinione dei medici sulle cure termali, il 25% ha espresso parere favorevole, il 10% parere negativo mentre il 65% l'efficacia è limitata ad alcune cure o si tratta di un effetto placebo; inoltre il 60% dei medici giovani si è dichiarato poco o per nulla informato in materia di medicina termale La classe medica italiana ( soprattutto quella più giovane) non ha avuto nel settore della medicina termale un insegnamento specifico durante i corsi universitari e manca quindi di qualsiasi informazione su questo presidio terapeutico. E' abbastanza comune l'atteggiamento di ricorrere alle cure termali quando le altre forme di terapia tradizionale hanno fallito o siano troppo impegnative poiché la convinzione è che le cure termali "non facciano male". Non quindi la concezione di poter disporre di un utile presidio nell'armamentario terapeutico, ma piuttosto di qualcosa a cui ricorrere come placebo ben tollerato. Ben vengano quindi le iniziative, come quella del Ministero della Sanità, volte alla definizione medico- scientifica del ruolo delle cure termali, che dovrebbero servire a fare il punto della situazione attuale e programmare possibilmente il rilancio del termalismo su basi scientifiche moderne. Il problema attuale della medicina termale non è tanto quello di credere o non credere alle cure termali, ma piuttosto quello di: dare un razionale scientifico all'intervento termale; individuare correttamente le patologie che possono trarrà un beneficio non occasionale, ma durevole nel tempo; stabilire linee-guida che individuino le indicazioni e i tempi più opportuni per l'intervento termale; stabilire l'efficacia delle cure termali non solo sul piano "sintomatico", ma attraverso la valutazione dei riflessi sugli indici della qualità di vita, della eventuale riduzione dei ricoveri ospedalieri e del risparmio nell'uso dei farmaci; considerare le cure termali non come una "terapia alternativa", ma come una componente del programma di interventi terapeutici finalizzati alla prevenzione, cura e riabilitazione delle più importanti patologie.

 

Conclusioni

Forse nessun paese al mondo possiede tante stazioni termali come l'Italia, ma nessun altro paese è tanto autolesionista riguardo all'impegno nel discreditare e sottovalutare questa ricchezza. In tutti i paesi d'Europa, ricchi di stazioni termali, la medicina termale è tenuta in grande considerazione e rappresenta un momento terapeutico ed economico importante. E' ipotizzabile che se i paesi anglosassoni, che al giorno d'oggi orientano la cultura medica, fossero altrettanto dotati di stabilimenti termali, dinanzi a risorse curative ed economiche così importanti avrebbero atteggiamenti e politiche del tutto diverse. In ogni caso, per il futuro della medicina termale italiana è importante soprattutto avere una visione globale dei problemi valutando il soggiorna alle terme come un insieme di aspetti terapeutici, psicologici, economici, turistici, educazionali, ecc. Se i programmi saranno realizzati, soprattutto tenendo conto di una visione generale che valuti tutti gli aspetti del problema, è presumibile prevedere una collocazione della medicina termale sul piano della piena dignità e della rigorosità scientifica accanto alle altre modalità terapeutiche riconosciute acquisendo così di fatto un ulteriore e prezioso strumento per la cura e la riabilitazione nell'ambito delle varie patologie, sia delle forme più lievi che delle affezioni invalidanti con gravi ripercussioni sulla qualità della vita.

 

Scritto nel Maggio 2000 dal Dr. F. Polizzi


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